[MOVIES] Kung Fu Panda: recensione

Ennesima versione del motto “credi in te stesso e tutto sarà possibile”, Kung Fu Panda omaggia in maniera trasversale il “Dumbo” di Disney, immergendosi nelle atmosfere orientali da wuxiapian ma con l’umorismo tipico delle produzioni di questo genere. Se le orecchie giganti dell’elefantino triste gli permettono di spiccare il volo, per Po, protagonista dell’ultima produzione Dreamworks, sarà la sua stazza tronfia ed obesa a rappresentare la rivalsa su quanti non lo credevano, maestro Shi-Fu in testa, capace di intraprendere il sacro sentiero delle arti marziali. E quando verrà riconosciuto come il leggendario “lottatore dragone”, superando le candidature dei 5 discepoli prediletti, potrà addirittura dimostrare che spesso basta “credere” per riuscire, anche quando tutto (e tutti) sostengono il contrario.
Sebbene tradizionale nell’impianto e nella realizzazione, il film di Osborn e Stevenson procede alternando con l’usuale sapienza i momenti comici (comunque inferiori alle attese generate dallo spassosissimo trailer) ad altri più introspettivi e pedagogici, non rinunciando a sequenze di lotta acrobatica (mirabili già nei film dal vivo, figuriamoci in quelli d’animazione svincolati dalle leggi di gravità) davvero ben coreografati.
Ed anche se non gode dell’ironia irresistibile e iconoclasta di “Shrek”, o dell’appeal di quasi tutti i personaggi storici Disney, il goffo Po sa ritagliarsi una sua speciale dimensione, grazie a quel suo mix di idealismo e timidezza, di forza interiore e comica maldestrezza. E risulta simpatico nonostante l’imbarazzante doppiaggio di Fabio Volo, che sarà anche impagabile quando fa la radio (perchè lo è) ma che di certo dovrebbe lasciare il doppiaggio a chi davvero sa farlo. Si potrebbe aprire la solita polemica sul perchè in Italia i film d’animazione (ma non solo) vengano fatti doppiare pure agli incompetenti, è sufficiente che dalla loro abbiano un nome altisonante (Dj Francesco e Ilaria D’Amico dei precedenti illuminanti in questo senso) ma è ormai un trend negativo che prosegue imperterrito da diverse stagioni, ed è superfluo ricordare che l’unica soluzione possibile consiste nel vederli (per chi ha la fortuna di avere nei dintorni dei cinema che li propongono) in versione originale con sottotitoli.
I bambini, meno smaliziati e meno selettivi su questioni puramente tecniche, apprezzeranno comunque quel che rimane un film godibile e per tutta la famiglia, con gli ingredienti (e i tempi) giusti per passare la canonica oretta e mezza di divertimento senza pensieri. Ma chi li guarda anche con occhi “clinici”, attenti alla complessità della computer graphic o delle animazioni, potrebbe storcere il naso di fronte ad un film che non sembra discostarsi molto dalle ultime produzioni Dreamworks, sebbene ci sia il solito sfoggio di tecnica sopraffina (sopratutto per quel che riguarda le pelliccie degli animali protagonisti). Forse, per vedere un deciso passo in avanti, dovremmo attendere l’ennesima (ed annunciata) magia Pixar, quel “Wall•E” che si appresta (si fa per dire) a sbancare il botteghino anche in Italia.

daii perché mi stronchi il doppiaggio? io l’ho trovato perfetto. Se (e purtroppo) come ogni volta a doppiare un film d’animazione dev’ essere un personaggio dal nome conosciuto, credo che Fabio Volo sia stata una scelta azzeccatissima: con i suoi sospiri, il suo marcato cambio di tono in base alle situazioni è stato uno dei punti di forza di un film dalla storietta divertente ma scontata. (e cmq alcune scene sono esalaranti…….)
Boh, se deve essere un “pesco il meglio del peggio” magari Fabio Volo ci sta, però c’ha l’espressività di un bradipo, in molte battute sembra che legga. Ripeto: basta confrontare le stesse scene del trailer con il film. Sono quasi due cose diverse. Il buon Volo non è male, però era meglio qualcuno di un po’ più professionale…