[MOVIES] Le Cronache di Narnia: il Principe Caspian: recensione

Può esistere, cinematograficamente, un fantasy classico dopo la trilogia del Signore degli Anelli? Non è oziosa dissertazione, ma la chiave di lettura per questo secondo film tratto dalla saga di C. S. Lewis.
A risposta positiva, corrisponde un film ben girato, a tratti emozionante, con attori che riescono a infondere vita ed emozioni a personaggi archetipici.
A risposta negativa (il famoso rovescio della medaglia) risulta fin troppo facile liquidare Il Principe Caspian come una pellicola che ha tutti gli ingredienti che ci si aspetterebbe da una (mega)produzione di questo genere: grandi effetti speciali, momenti epici, battaglie, eroismo, sacrificio e azione. Insomma, niente di nuovo sotto il sole.
Il problema, probabilmente, è di tipo letterario, con un genere (il fantasy, appunto) rigidamente codificato, se non altro quando racconta di epopee cavalleresche e creature fatate. Oppure è semplicemente il prezzo da pagare alla trilogia Jacksoniana, che ha dettato convenzioni (e soluzioni) visive così profonde da (re)inventare (quasi) un genere cinematografico: il fantasy post-moderno. E Narnia si adegua.

 Sia come sia, Il Principe Caspian guarda al “Signore degli Anelli” come ad un modello prettamente cinematografico cui ispirarsi. Narrativamente è sufficiente il testo originale di Lewis per attingere alla consueta marea di momenti topici: nello specifico Caspian, di diritto erede al trono, viene estromesso dal perfido zio Miraz. Costretto alla fuga, incontrerà i sopravissuti (creduti estinti) del Regno di Narnia, e richiamerà i sovrani dei tempi antichi (i fratelli Pavensie del primo film) per dare battaglia allo zio tiranno. Ma dovrà superare risentimenti e dubbi, dimostrando innanzi tutto il suo reale valore etico e morale.

Pur raccontando una tipologia di storia simile alla saga tolkeniana, il regista Andrew Adamson (al timone anche del prequel), rispettando i canoni imposti dalle produzioni Disney, mira molto più in basso, e toglie al film tutta l’oscura disperazione che contraddistingueva la saga di Peter Jackson, limitando anche la crudeltà e il realismo degli scontri, laddove il regista neozelandese si lasciava andare alla sua proverbiale ironia macabra (chi si ricorda “Splatters: Gli Schizzacervelli”?). Adamson confeziona un perfetto film per bambini, ma che perde però in fascino e credibilità. Non aiuta una storia che in qualche frangente sembra un plagio, again,  del capolavoro di Tolkien (l’attacco degli alberi, l’onda gigantesca sul fiume) ma un ritmo comunque ben orchestrato scongiura i momenti di noia nonostante la durata vada ben oltre le due ore.

Chi davvero sorprende (una volta tanto) è “il nostro” Sergio Castellito che, con toni shakesperiani, interpreta il villain Re Miraz con mirabile bravura, dosando i gesti, lavorando sullo sguardo e sui movimenti, evitando il rischio della caricatura ma anzi trattando il ruolo quasi fosse una seriosa trasposizione del Bardo e non l’ennesimo blockbuster americano. E si vede. Nonostante si tratti del “solito” cattivo, Castellito ha saputo donare vita ad un personaggio che buca lo schermo. Fa da contorno il bravo Pierfrancesco Favino, che interpreta il generale Glozelle in maniera altrettanto convincente. Pur rischiando il campanilismo, sono forse il motivo più autentico che rende Il Principe Caspian degno di essere visto. Scartati loro, si risponda alla domanda di apertura, e si agisca di conseguenza.

~ di Bilbo Baggins su 24 Agosto 2008.

2 Risposte to “[MOVIES] Le Cronache di Narnia: il Principe Caspian: recensione”

  1. non sono assolutamente d’accordo…anzi bisognerebbe riconoscere ke il principe caspian e un vero bonazzo…sei grandeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ti amooooooooo!!!!!!

  2. vabbè essere bonazzi non mi sembra una gran qualità cinematografica…o si? :-D

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