[TV Series] Battlestar Galactica stagione 4 parte I: recensione

AVVERTENZA: nel testo che segue ci sono leggere anticipazioni sulla quarta stagione.

Brividi.
Cos’altro aggiungere per descrivere una delle serie più straordinarie degli ultimi venti anni? Cosa dire (o non dire) per non rivelare troppo dell’intensa trama, ma nello stesso rendere al meglio le emozioni che provoca la visione della creatura di Ronald Moore e David Eick? Non è impresa facile. È un viaggio che obbligatoriamente deve partire da lontano, da quella miniserie del 2003 che diede inizio a tutto. Perchè se è scontato che una serie va seguita dal principio, questo è vero sopratutto per un prodotto stratificato e complesso come Battlestar: per comprenderne l’origine, l’evoluzione e (in)seguire quella sua capacità di comprimere in un episodio di 40 minuti un’infinità di riflessioni sulla vita, sulla morte, ma sopratutto sulle scelte (volute, obbligate, desiderate, subite) che ci rendono umani, capaci di amare, perdonare, lottare.

Un percorso straordinario che ha portato la serie ad essere lo specchio più lucido (e proprio per questo più spaventoso) di quello che la società è diventata oggi, sull’imperante paura del diverso, sull’intervento armato come mezzo per imporre la pace, su ciò che la guerra significa per chi la fa e per chi la subisce. Senza giudicare, senza schierarsi, con una onestà intellettuale che raramente si riscontra in un prodotto commerciale (e non dimentichiamolo, comunque d’intrattenimento). Una metafora perfetta e luminosa che parla di umanità, di giustizia, di lotta, di amore, di fede, di comprensione.

Purtroppo la fantascienza è troppo spesso ritenuta (sotto)genere privo di spessore, quasi non esistessero capolavori come “Solaris” di Tarkovskj, “2001 Odissea Nello Spazio” di Kubrick o “Blade Runner” di Scott. Viene sottovalutata sopratutto se è sci-fi destinata alla televisione. Ma in Battlestar dell’esotismo e innocenza di serie come “Star Trek” o “Stargate SG1” non v’è traccia. Battlestar è girata come un serial metropolitano, camera a mano e inquadratura sporca, regia nervosa, colori desaturati, e su tutto il grigiore metallico degli interni claustrofobici in cui i sopravissuti del genere umano cercano salvezza (e forse redenzione). Navi su cui ogni giorno si decide la vita e la morte di migliaia di persone. Perennemente in fuga. Perennemente incerte se tra qualcuno di loro si nasconde qualche silone, pronto ad attivarsi e colpire, metafora fin troppo esplicita (ma non banale) del terrorismo di Al Qaida.

La terza stagione si concludeva con l’assoluzione di Gaius Baltar, giudicato non colpevole della sciagurata condotta su New Caprica. Ma sopratutto, 4 degli ultimi “Final 5″ (i 5 modelli di siloni umanoidi le cui fattezze erano avvolte nel mistero) venivano rivelati. Un colpo di scena inaspettato che ha gettato le basi su cui si sviluppa l’arco narrativo della quarta stagione. Prevedibilmente, i 4 siloni sono elementi fondamentali della flotta umana. La loro decisione è quella di tacere sull’origine artificiale, continuando le loro vite come sempre. Scelta che spesso richiederà sacrifici enormi, e sopratutto continue menzogne a coloro che li credono ancora umani. La serie ha modo di tornare così su temi spesso trattati nelle passate stagioni, ma visti qui sotto una luce completamente nuova: cosa ci rende uomini? La certezza di un’origine biologica o le scelte consapevoli che garantiscono il rispetto di un’etica dell’amore e della comprensione?

Sopratutto, è con lo sviluppo della sottotrama di Gaius Baltar che la serie abbraccia un tema presente fin dal principio, ma ora giunto ad una nuova dimensione narrativa: la religione. Ormai convinto dell’esistenza di “un unico Dio” come Number 6 continua a professargli dall’inizio della saga, Baltar è ora una specie di santone, una sorta di Cristo ante-litteram, che predica la parola e l’amore dell’unico Dio ad una società ancora devota ai molteplici Dei di Kobol. Un filone che ovviamente prepara la serie (o quantomeno offre spunti interessanti) per quando la flotta giungerà sulla Terra. A questo ci pensa l’inaspettato ritorno di Kara Thrace, ritenuta morta alla fine della terza stagione ed invece viva e vegeta, e convinta di essere giunta, grazie alla deformazione spazio-temporale della nebulosa, a sorvolare la Terra stessa. Purtroppo, incapace di provare tale esperienza, ma convinta di “ricordare” istintivamente la rotta da seguire per raggiungerla nuovamente, dovrà scontrarsi con l’incredulità della flotta, che comincerà seriamente a dubitare della sua parola.

Complessivamente, la quarta stagione rappresenta forse il punto più alto degli intensi cinque anni di vita della serie. Il ritmo è sempre molto alto, e non esistono, come invece succedeva nella terza stagione, puntate riempitive che deviavano dalla storyline principale. Ogni personaggio ha il suo momento di approfondimento, spesso emotivamente commovente, mai banale o superficiale, ed ogni sottotrama viene sviluppata in maniera realistica. I temi della fede, della speranza, del perdono e della redenzione sono trattati coerentemente, con originalità e maestria nel toccare, senza esagerare, le giuste corde emotive, a riprova che Battlestar è una serie sci-fi solamente in apparenza, ma sotto la pelle di un telefilm di genere pulsa il cuore fecondo di un’opera che sa interrogarsi con lucidità sui grandi temi della vita, sulle contraddizioni della società moderna, anche nei momenti in cui (per forza di cose) la serie rischia un po’ di riciclare se stessa.

Ma ciò che gli sceneggiatori hanno saputo scrivere (nonostante lo sciopero che ha fatalmente troncato in due la stagione conclusiva, per la seconda parte si parla di 2009 inoltrato), è qualcosa di raro e prezioso, difficilmente riscontrabile non sono in altre produzioni televisive, ma addirittura destinate al grande Cinema. Battlestar Galactica ha il raro pregio di una qualità in crescita costante, in virtù di due produttori che, anche in aperta polemica con Sci-Fi Channel che finanzia la serie, non hanno mai ceduto a compromessi creativi o di mero marketing. Al contrario, si è dovuto far fronte ad ascolti non certo entusiasmanti, a riprova che spesso una serie destabilizzante, pregna di significati, provocatoria e mai conciliante rischia molto di più (ed ha meno successo) di una più leggera e d’evasione, ma fondamentalmente vuota.

Nonostante tutto, dopo la provvisoria conclusione della prima parte della stagione (con un cliffhanger assolutamente eccezionale) la serie ha solo bisogno di una grandiosa conclusione, come merita un’opera di tale portata. Alcuni attori, impegnati in questi giorni nelle riprese e appena venuti a conoscenza della fine della storia, hanno ammesso di essersi sciolti in lacrime. Difficile capire quanto ci sia di vero (e non di abilmente preparato) dietro tali dichiarazioni, ma chiunque abbia seguito con un minimo di attenzione anche solo parte di questa meravigliosa opera, sa quanto possa esserci di vero. Purtroppo non ci rimane che attendere. Il 2009 sarà un anno che arriverà sempre e comunque troppo tardi.

~ di Bilbo Baggins su 18 Giugno 2008.

7 Risposte to “[TV Series] Battlestar Galactica stagione 4 parte I: recensione”

  1. amo battlestar galactica

  2. ma quando la trasmettono in italia?

  3. Bella domanda :-D
    Di solito FOX la passa partendo dall’autunno. Essendo però una stagione atipica (divisa a metà per il noto sciopero degli sceneggiatori) potrebbero decidere di attendere la seconda parte degli episodi (in teoria partono a primavera 2009 in USA) e poi trasmetterla tutta. C’è da dire che, a quanto ne so, ancora non hanno trasmesso il Film TV “RAZOR”, che precede la quarta stagione raccontando la storia della Pegasus…

  4. Va bene, alcuni episodi della 4 stagione sono disponibili in ignlese (quindi per chi non lo capisce bene è davvero difficile seguire il plot), però qualcuno sa dirmi se Creepy Leoben torna di nuovo? Adoro questa serie, giustamente come dici tu non ha niente delle altre sci-fiction: personaggi incredibili, tra tutti Baltar e Kara, tematiche attuali, scottanti e non convenzionali. Davvero un gioiello!

  5. Leoben torna alla grande, tranqui ;-)

  6. ciao, sto seguendo la serie in inglese e non essendo la mia lingua madre mi chiedevo se ci fosse in rete una sorta di riassunto di ciò che è accaduto tra cylon/centuion e gli ultimi 5.
    Seguo solo serie televisive (parecchie) e insieme a “The Shield” BSG certamente una delle migliori di sempre. Peccato che debba finire. Ciao e Grazie.
    PS: complimenti per l’articolo.

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