[MOVIES] Next: recensione

Stavolta tocca al racconto “The Golden Man” (in Italia “Non Saremo Noi”) dell’eterno Philip K. Dick, fornire lo spunto per l’ennesimo sci-fi movie hollywoodiano. Alla guida del progetto è stato chiamato Lee Tahamori, esploso con il fenomenale “Once Were Warriors“, ma ultimamente autore dei non certo esaltanti “007 – La Morte Può Attendere” e “XXX 2“.
Chris Johnson ha una capacità: riesce a vedere il futuro. Ma solo 2 minuti, e solo ciò che direttamente lo coinvolge. Un dono che sapientemente “gestisce” dividendosi tra la sua professione di mago (dove prevede cosa accadrà al pubblico) e giocatore d’azzardo (dove prevede l’uscita delle carte cercando di non dare troppo nell’occhio). E poi c’è quella visione, una visione speciale, perchè molto più in la del tempo concessogli per la chiaroveggenza, la visione di lei, splendida e mozzafiato, che entra dalla porta del bar nel quale Chris ogni giorno, a meno un quarto alle 8, si siede per attenderla. Si perchè in realtà non ha realmente cognizione di quando accadrà, di quale preciso giorno succederà quell’incontro che potrebbe cambiargli la vita. Purtroppo per Chris però, un’agente dell’FBI (la sempre bravissima Julianne Moore) scopre le sue capacità, e intende sfruttarle per sventare un attacco terroristico (sic!) nucleare.
Film fieramente di genere, Next si inserisce nel filone “basso” dei film tratti da Dick, quello di “Paycheck” o “Screamers“, prodotti quasi più sfruttando l’origine letteraria altisonante che non investendo sul progetto filmico. In altre parole, effetti speciali essenziali (e di certo Next non brilla in questo senso, pur indovinando qualche sequenza, sopratutto nella visualizzazione dei futuri possibili) e sceneggiatura di routine. Non ci prova nemmeno più a trovare qualche sottotesto nella trama. Next è un puro film d’azione di 90 minuti, lineare, che non è nemmeno poi tanto fantascientifico se non nella premessa di base, ma che viene trattato da Tamahori come fosse un sequel della serie di Die Hard. Tanto che la scelta di Nicolas Cage ha quasi senso sotto questo punto di vista.
Ma asciugato delle incisive riflessioni di Dick, tipiche dei suoi scritti così rivelatori sui nostri tempi, il film diventa la solita operazione di routine, in realtà abbastanza riuscito se preso come innocuo pretesto per trascorrere un’ora e mezza di intrattenimento senza pensieri, ma assolutamente insufficiente laddove si cerchi una storia fantasiosa in grado di far riflettere sulle contraddizioni dei nostri tempi (che è poi il fine della vera fantascienza). Di certo però, Next non sarà ricordato né dai fan di Dick, che comunque rimarranno (a ragione) legati alla versione scritta delle sue storie, né da dai fan della fantascienza “a più ampio raggio”, per i quali esistono prodotti migliori sotto tutti i punti di vista, anche rimanendo confinati nello spazio televisivo (e Battlestar Galactica, in questo senso, continua a fare scuola). Guardabile, ma altrettanto facilmente dimenticabile. Dick merita decisamente qualcosa di meglio, anche per quel che riguarda i suoi scritti minori.
~ di Bilbo Baggins su 19 Aprile 2008.
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