[GAMES][Wii] Mario Kart: recensione

Mario Kart è una metafora incredibile della vita. Probabilmente nemmeno gli sviluppatori stessi immaginavano quanto vicino sarebbero andati a descriverla, in maniera ironica eppure così dannatamente precisa. Citando Murphy, si potrebbe considerare il titolo Nintendo la digitalizzazione perfetta del suo famoso detto: “Se qualcosa può andar male, lo farà”.
In Mario Kart, non importa se dal primo giro si conduce con prepotenza la gara. Fin quando non si taglia il traguardo, può sempre arrivare perentorio un guscio blu che ci catapulta dalle stelle del podio alle stalle dell’ultima posizione, sconsolati e furibondi. Così come una stellina può improvvisamente trascinarci, sulle ali dell’euforia, dal fondo alla vittoria finale.

Per questo Mario Kart, a oltre 15 anni dal suo debutto, continua a esaltare chiunque provi a giocarlo: non esistono certezze, di nessun tipo. Una notevole bravura può forse garantire la vittoria sicura al giocatore fenomenale, ma la maggior parte degli utenti saranno in balia del gioco e delle sue imperscrutabili regole, sperando di sfuggire ai gusci e alle banane quando si è al comando, o imprecando per una bomba o una stella quando tristemente si insegue.

Su Wii, la serie finalmente decide di integrare l’unica grossa mancanza che ancora aveva, eccettuato l’episodio per Nintendo DS: l’online. Grazie al WiFi Connect, ora 12 utenti possono sfidarsi contemporaneamente da qualunque parte del mondo. È l’apoteosi. Pura e semplice. Il suggello definitivo ad un capolavoro cui mancava solo l’ultima pennellata per completarsi. Raggiunta la perfezione? Ovviamente no (perchè la lista amici è limitata a 30 posti? Era davvero necessario sacrificare il supporto vocale inserendo un limitato sistema di frasi preconfezionate? Possibile che non esista modalità più snella dello scambio di Codici Amico?). Però ci siamo davvero, davvero, vicini. Quasi impossibile pretendere di più.

I controlli, vista la natura atipica di Wii, aggiungono alla lista delle periferiche dedicate (tipo la Zapper) un volante, compreso nella confezione, che alloggia al centro il Remote e restituisce il feeling di guida simile a quanto già da tempo fanno i volanti della concorrenza. Ma è comunque possibile utilizzare la solita accoppiata Remote+Nunchuck o adddirittura riesumare il vecchio pad del GameCube.

La formula di gioco non subisce modifiche, nonostante l’inserimento delle moto (novità assoluta per la serie) che vanno ad affiancare la solita pletora di kart. Anche le acrobazie, gesti tecnici eseguibili durante i salti che permettono uno sprint supplementare, in fondo non modificano una giocabilità che da tempo gode di un equilibrio miracoloso tra abilità tecnica (comunque necessaria) e componente fortunosa.
Quest’ultima, ingrediente che conferisce al gioco la sua inarrivabile carica adrenalinica, è l’emblema stesso (come si diceva) della vita: la fortuna sarà cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. E in Mario Kart ci vedrà spesso: fulminandoci con un tuono all’ultima curva, mandandoci fuori strada con una buccia di banana, facendoci saltare in aria con una Bob-bomba, o ancora bersagliandoci insensibilmente con tutto l’arsenale che Nintendo ha partorito durante la sua ultradecennale storia. Ed è inutile negare che, come masochisti schiavi, noi fan ne chiediamo ancora e ancora. Farci prendere a calci non è mai stato così divertente, emozionante, coinvolgente. Qualcuno potrebbe guardarci storto, scrollando il capo e passare oltre. Poveri stolti, non sanno che in quel box, si proprio quell’ultimo contenitore misterioso fermo ad aspettarci all’ultimo tornante, potrebbe nascondersi una stella. E con lei la vittoria. Un po’ come nella vita…

~ di Bilbo Baggins su 13 Aprile 2008.

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