[MOVIES] Juno: recensione

Miracolo di scrittura (la sceneggiatura è opera di un ex spogliarellista!) e regia, Juno è la vera sorpresa di inizio 2008, un film delicato e solare nonostante il tema controverso, capace di regalare attimi di autentico sentimento e struggente ironia. Merito, come detto, della sceneggiatura, ma anche e sopratutto dell’interprete principale, la ventunenne Ellen Page, attrice dai lineamenti acerbi e dalla bellezza acqua e sapone, ma dal temperamento indomito e determinato, proprio come Juno, la protagonista.

Vincitore del Festival del Cinema di Roma, dove ha entusiasmato critica e pubblico, e campione in patria coi suoi 150 milioni di incasso (assolutamente incredibili per una pellicola indipendente), il film racconta la storia della sedicenne Juno e la scoperta, dopo aver fatto sesso con un coetaneo un po’ imbranato ma dolce e sensibile, di essere rimasta incinta. La prima reazione è quella di interrompere la gravidanza, ma pian piano matura la decisione di far nascere il suo bambino, dandolo in adozione ad una coppia che sia veramente pronta ad amarlo e crescerlo. La troverà in Vanessa e Mark Loring, due giovani borghesi che da anni tentano di avere un figlio senza successo.

La delicatezza di tocco e la scelta magistrale di una colonna sonora folk che sottolinea e arricchisce i momenti più emozionanti della pellicola, sono i segni più luminosi di un film che funziona in maniera perfetta dall’inizio alla fine; che diverte, che fa riflettere e che commuove senza mai scivolare nella retorica, senza mai giudicare e anzi mantenendo i toni leggeri che ne fanno una grandissima commedia dolceamara.

I personaggi in particolare rendono pulsante di vita la pellicola: personaggi che non hanno nulla di stereotipato ma anzi riflettono perfettamente le contraddizioni del quotidiano. Juno è un’adolescente che ama suonare in una band, spettegola con le amiche, ha una sua visione ironica e caustica del mondo. Nemmeno una gravidanza inaspettata riesce a toglierle il sorriso e la positiva predisposizione verso gli altri.
Anche la coppia di candidati genitori, con lui così cool che condivide molte passioni della giovane Juno per la musica e il cinema, e lei che invece sembra la solita perfettina borghese, viziata e superficiale, riflettono con lucidità molte coppie di oggi, rivelando, di fronte all’impegno che l’arrivo di un figlio esige, l’immaturità di alcuni uomini incapaci di crescere e assumersi le proprie responsabilità, e l’amore materno che invece fa fiorire ogni donna quando sta per diventare madre.

Juno è questo. Un piccolo film che sa essere grande, una dimostrazione cristallina di come anche le storie ordinarie possono diventare straordinarie con la giusta miscela di scrittura, di messa in scena, di sarcastica voglia di infischiarsene delle regole del bon-ton quando quelle regole nascondono ipocrisia e malfidenza. Juno è un inno femminista alla vita scevro di qualsiasi sottotesto religioso, squisitamente laico, pieno d’amore quale che sia la sofferta scelta di una donna di fronte ad una gravidanza non voluta, e proprio per questo sa essere più efficace di molti altri film che trattano l’argomento in maniera pesante e didascalica. È un film assolutamente da non perdere, piccolo e importante come la vita della piccola Juno, del suo piccolo figlio, e di tutti noi.

~ di Bilbo Baggins su 6 Aprile 2008.

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